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Ricordati di santificare le feste


Non voglio santificare i giorni festivi perché sono la contabilità di quelli lavorativi e misurano le ore, i minuti ,i secondi .

Il sole , la luna solcano l'arco, perché nel riflesso li possa contemplare.Non programmo non taglio, non misuro, ma lodo i colori, la pace e l'ascolto notturno.
Il tempo tende a spiegare .... se lo sgualcisco , lui sa anche ripiegare.

Non voglio ricordare, preferisco dimenticare per il puro piacere di santigiocare.

APPUNTI --RIFLESSIONI--IPOTESI





mercoledì 13 gennaio 2016

MITO DELLA CAVERNA_PLATONE

MITO 

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Si immaginino dei prigionieri che siano stati incatenati, fin dall'infanzia, nelle profondità di una caverna. Non solo le membra, ma anche testa e collo sono bloccati, in maniera che gli occhi dei malcapitati possano solo fissare il muro dinanzi a loro.
Si pensi, inoltre, che alle spalle dei prigionieri sia stato acceso un enorme fuoco e che, tra il fuoco ed i prigionieri, corra una strada rialzata. Lungo questa strada sia stato eretto un muretto lungo il quale alcuni uomini portano forme di vari oggetti, animali, piante e persone. Le forme proietterebbero la propria ombra sul muro e questo attrarrebbe l'attenzione dei prigionieri. Se qualcuno degli uomini che trasportano queste forme parlasse, si formerebbe nella caverna un'eco che spingerebbe i prigionieri a pensare che questa voce provenga dalle ombre che vedono passare sul muro.
Mentre un personaggio esterno avrebbe un'idea completa della situazione, i prigionieri, non conoscendo cosa accada realmente alle proprie spalle e non avendo esperienza del mondo esterno (incatenati fin dall'infanzia), sarebbero portati ad interpretare le ombre "parlanti" come oggetti, animali, piante e persone reali.(..)



CONCETTO PLATONICO
riportato nello schema

SCHEMA
PENSIERO ETERNO
-----------------------------
 http://margheitabiruschigrandemadre.blogspot.it/2015/08/pensiero-eterno.html

ABISSO
(CUORE)
essenza del fuoco
fiamma della sorgente di tutte le cose

pensiero pervadente                    vibrazione

vuoto e nulla                                         caos

verbo del fuoco

legge del tempo                ordine e armonia 

luce 

pensiero eterno                                     vita


uomo
mondo

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MITO DELLA CAVERNA
PLATONE 
 NELLO SCHEMA

PENSIERO ETERNO
-----------------------------
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ABISSO
(CUORE)

essenza del fuoco

fiamma della sorgente di tutte le cose



pensiero pervadente                    vibrazione

IDEA DEL BENE

vuoto e nulla                                         caos

IDEE

verbo del fuoco
ENTI MATEMATICI
legge del tempo                ordine e armonia 
SOLE
luce
ESSERI VIVENTI E OGGETTI 

pensiero eterno                                     vita
IMMAGINI
uomo
mondo

ALTRO SCHEMA




PENSIERO ETERNO
-----------------------------
 http://margheitabiruschigrandemadre.blogspot.it/2015/08/pensiero-eterno.html
ABISSO
(CUORE)
essenza del fuoco
fiamma della sorgente di tutte le cose



pensiero pervadente                    vibrazione


vuoto e nulla                                         caos

verbo del fuoco
legge del tempo                ordine e armonia 
luce 
pensiero eterno                                     vita


uomo
mondo


domenica 10 gennaio 2016

CONCETTO ARISTOTELICO DI (FORMA)


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PENSIERO ETERNO
-----------------------------
http://margheitabiruschigrandemadre.blogspot.it/2015/08/pensiero-eterno.html

ABISSO
(CUORE)
essenza del fuoco
fiamma della sorgente di tutte le cose

pensiero pervadente                    vibrazione 

vuoto e nulla                                         caos

verbo del fuoco

legge del tempo                ordine e armonia 

luce 


pensiero eterno                                     vita


uomo
mondo
-----------------------------------------------------

CONCETTO ARISTOTELICO
DI (FORMA)riportato nello schema



ABISSO
(CUORE)
essenza del fuoco
fiamma della sorgente di tutte le cose
ATTO PURO


pensiero pervadente                                    vibrazione




vuoto e nulla                                                           caos


verbo del fuoco
FORMA


legge del tempo                                    ordine e armonia


luce 

 ATTO

pensiero eterno                                                              vita

DIVENIRE                                        POTENZA

uomo
mondo

FORMA IN ATTO
FORMA ATTUALIZZATA

Potenza e atto[modifica | modifica wikitesto]

I due concetti di materia e forma sono riportati in Aristotele a quelli di potenza ed atto. Infatti la materia di per sé esprime solo la possibilità, la potenza, di acquisire una forma in atto nella realtà: perché si realizzi questo passaggio per cui ciò che è possibile diventi attuale, occorre che ci sia già una forma in atto, un essere attuato[3]. È chiaro che il passaggio dalla potenza (materia) all'atto (forma), che costituisce il divenire, è tale da poterlo concepire come senza fine, poiché ogni atto diviene potenza per un atto successivo[4] o meglio, sostiene Aristotele, avrà come termine ultimo un atto che ha realizzato tutte le potenze, tutte le potenzialità materiali e quindi non avrà più in sé alcun elemento materiale (potenza) e sarà allora un atto puro[5], Dio.

Concetto generale nella storia della filosofia[modifica | modifica wikitesto]

Potenza
[modifica | modifica wikitesto]
Potenza, (in greco δύναμις = dynamis) si riferisce essenzialmente alla considerazione ontologica delle cose, riguarda cioè il problema dell’oggettivo divenire del mondo, cioè la possibilità di realizzazione in atto, insita in un oggetto.[6]
Atto
[modifica | modifica wikitesto]
L'atto (nel latino scolastico actus, traduzione del greco ἐνέργεια (energheia) e ἐντελέχεια (entelekeia) è definibile come l’esistenza dell’oggetto in quanto realizzata (forma, integritas rei); si oppone alla potenza che l’atto precede ontologicamente come realizzazione perfetta e come fine. Da ciò deriva il significato di atto come operazione o piena di esplicazione dell’esistenza realizzata.[7]
Atto puro
[modifica | modifica wikitesto]
Atto puro è l'atto completamente realizzato, senza più potenza (nel senso che non ha bisogno di realizzarsi ulterioriomente) né materia. In Aristotele esso è Dio, il motore immobile. Il concetto è stato ripreso dall'idealismo, in cui l'atto puro è l'Assoluto. Nel neoidealismo si sposta sul pensiero: per Giovanni Gentile atto puro è il "pensiero nel momento stesso che pensa" (attualismo)



La forma kantiana[modifica | modifica wikitesto]

I concetti aristotelici di forma sostanziale e forma finale persero ogni originario significato con l'avvento della scienza moderna e assunsero un valore del tutto diverso nella formulazione kantiana.
Il rapporto materia forma assume infatti nel pensiero kantiano una funzione gnoseologica-trascendentale per cui nella Critica della ragion pura Kant intende per materia «ciò che corrisponde alla sensazione» e per forma «ciò per cui il molteplice del fenomeno può essere ordinato» secondo le forme pure a priori di spazio e tempo. La stessa attività formale poi è attribuita alle categorie o concetti puri dell'intelletto (par.13), a loro volta ordinati dall'attività sintetico formale dell'Io penso (par.16).
Il carattere formale sarà poi la caratteristica fondamentale della Critica della ragion pratica kantiana che si propone di indicare non quali comportamenti morali debba concretamente mettere in atto l'uomo ma come debba atteggiarsi la volontà, quale forma essa debba assumere nel predisporsi a compiere l'azione morale, obbedendo al carattere formale dell'imperativo categorico.


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mercoledì 30 dicembre 2015

SIMILITUDINE



William Blake: La visione di Ezechiele (1805)

Ermete Trismegisto

IO SONO



1 7 5 2 6
diagonale 1 9 8 6 7 5 1
alto a sinistra
2 9 7 4 4
diagonale 3 7 5 1 1 9 2
basso a sinistra
3 2 8 5 9










4 4 1 1 1











8 9
      8










1 3 3 3
1

























5 3 6
5
diagonale 5 9 2 7 4 5

alto a sinistra
6 6 7
1
diagonale 2 8 3 4 6


basso a sinistra
8 9 1 3 3











3 2
5










1 3 7 3
5










 SOMMANDO I NUMERI SIA IN 
VERTICALE 
ORIZZONTALE
OBLIQUO
il risultato è sempre 

1
e

5

i numeri sono volutamente posizionati al punto 
di ottenere nelle somme,
lo stesso risultatoRisultati immagini per philosophia Reformata





lunedì 28 dicembre 2015

ALBERO SEFIROTICO _ ALBERO DELLA VITA


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PENSIERO ETERNO

ABISSO
(CUORE)
essenza del fuoco
fiamma della sorgente di tutte le cose

pensiero pervadente                    vibrazione 

vuoto e nulla                                         caos

verbo del fuoco

legge del tempo                ordine e armonia 

luce 


pensiero eterno                                     vita


uomo
mondo
-----------------------------------------------------

CONCETTO ARISTOTELICO
DI (FORMA)riportato nello schema



ABISSO
(CUORE)
essenza del fuoco
fiamma della sorgente di tutte le cose
ATTO PURO


pensiero pervadente                                    vibrazione




vuoto e nulla                                                           caos


verbo del fuoco
FORMA


legge del tempo                                    ordine e armonia


luce 

 ATTO

pensiero eterno                                                              vita

DIVENIRE                                        POTENZA

uomo
mondo

FORMA IN ATTO
FORMA ATTUALIZZATA

Potenza e atto[modifica | modifica wikitesto]

I due concetti di materia e forma sono riportati in Aristotele a quelli di potenza ed atto. Infatti la materia di per sé esprime solo la possibilità, la potenza, di acquisire una forma in atto nella realtà: perché si realizzi questo passaggio per cui ciò che è possibile diventi attuale, occorre che ci sia già una forma in atto, un essere attuato[3]. È chiaro che il passaggio dalla potenza (materia) all'atto (forma), che costituisce il divenire, è tale da poterlo concepire come senza fine, poiché ogni atto diviene potenza per un atto successivo[4] o meglio, sostiene Aristotele, avrà come termine ultimo un atto che ha realizzato tutte le potenze, tutte le potenzialità materiali e quindi non avrà più in sé alcun elemento materiale (potenza) e sarà allora un atto puro[5], Dio.

Concetto generale nella storia della filosofia[modifica | modifica wikitesto]

Potenza
[modifica | modifica wikitesto]
Potenza, (in greco δύναμις = dynamis) si riferisce essenzialmente alla considerazione ontologica delle cose, riguarda cioè il problema dell’oggettivo divenire del mondo, cioè la possibilità di realizzazione in atto, insita in un oggetto.[6]
Atto
[modifica | modifica wikitesto]
L'atto (nel latino scolastico actus, traduzione del greco ἐνέργεια (energheia) e ἐντελέχεια (entelekeia) è definibile come l’esistenza dell’oggetto in quanto realizzata (forma, integritas rei); si oppone alla potenza che l’atto precede ontologicamente come realizzazione perfetta e come fine. Da ciò deriva il significato di atto come operazione o piena di esplicazione dell’esistenza realizzata.[7]
Atto puro
[modifica | modifica wikitesto]
Atto puro è l'atto completamente realizzato, senza più potenza (nel senso che non ha bisogno di realizzarsi ulterioriomente) né materia. In Aristotele esso è Dio, il motore immobile. Il concetto è stato ripreso dall'idealismo, in cui l'atto puro è l'Assoluto. Nel neoidealismo si sposta sul pensiero: per Giovanni Gentile atto puro è il "pensiero nel momento stesso che pensa" (attualismo)



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sabato 19 dicembre 2015

GIORGIONE_La quiete dopo la tempesta

La quiete dopo la tempesta






Philosophia Reformata & the Angel with a Trumpet






GIOCO DI PAROLE

TEMPORALE 

TEMP-ORALE =VOCE DEL TEMPO

TEMPO_REALE

TEMPO_RAL=SCALA CROMATICA DEL TEMPO