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Ricordati di santificare le feste


Non voglio santificare i giorni festivi perché sono la contabilità di quelli lavorativi e misurano le ore, i minuti ,i secondi .

Il sole , la luna solcano l'arco, perché nel riflesso li possa contemplare.Non programmo non taglio, non misuro, ma lodo i colori, la pace e l'ascolto notturno.
Il tempo tende a spiegare .... se lo sgualcisco , lui sa anche ripiegare.

Non voglio ricordare, preferisco dimenticare per il puro piacere di santigiocare.

APPUNTI --RIFLESSIONI--IPOTESI





domenica 15 novembre 2015

INNESTO

INNESTO
CROCI


INNESTO







L'innesto è una pratica agronomica per 
la moltiplicazione agamica delle piante realizzata con la fusione anatomo-fisiologica di due individui differenti (bionti), detti rispettivamenteportinnesto o soggetto e nesto o oggetto,
 di cui il primo costituisce la parte basale della pianta e il secondo la parte aerea. Talvolta, l'innesto si realizza con tre individui, interponendo fra il portinnesto e il nesto un terzo bionte, detto intermediario.

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 TRE  BIONTI


  PORTINNESTO(11=2)                           NESTO (5)                 
I
N
T
E
R
M
   E
  D
  I
A
R
I
O
INTERMEDIARIO =4
= 13= 4

inter media rio(sorgente)





BIONTE

BIFRONTE


JANUS (JESUS)


INNESTO


In enigmistica il bifronte è uno schema della famiglia delle letture inverse, che, partendo da una parola di senso compiuto, ne ottiene un'altra leggendo la prima al contrario. Se il risultato della lettura inversa fosse lo stesso di quella diretta saremmo invece di fronte ad un palindromo

.....................................





Talvolta, l'innesto si realizza con tre individui, interponendo fra il portinnesto e il nesto un terzo bionte, detto intermediario.
Risultati immagini per trismegisto

 FIORI E FRUTTI DELL'ALBERO INNESTATO



COMPLEMENTARI

INCESTO
I DUE FRUTTI
SEMI E
FRUTTI
e
ALBERO 
GENEALOGICO
...................................................................
ALBERO
 SUCCHIA IL NUTRIMENTO DALLA TERRA CHE A SUA VOLTA  LA TERRA E' COMPOSTA DA ALBERI (minerali,animali)
PER IL POTERE DEL 
QUATTRO 

Risultati immagini per quattro fasi alchemiche





























venerdì 13 novembre 2015

SPECCHIO

SPECCHIO







J. BOHME


IL TEMPO E LO SPECCHIO
.........................................................................................................


DIO
(..) 
DIO è ,auto esistente,autosufficiente,Volontà infinita,privo di origine. Tale Volontà mediante la Concezione del suo stesso Sé, crea uno specchio all'interno del proprio Sé.
(..)
La volontà,pertanto,vede entro se stessa come entro l'eternità; scorge cosa è essa stessa e quindi crea entro Sé uno specchio.
(..)
per cui Dio vede se stesso entro Sé stesso, esiste l'auto consapevolezza divina ,cioè l'auto coscienza di Dio o in altre parole, la Sapienza divina.
(..)
La Sapienza divina è libera volontà. E'lo specchio in cui Dio eternamente vede se stesso. Nell'amore la luce di Dio quello specchio viene chiamato la Sapienza di Dio;ma l'Ira viene chiamato l'Occhio che tutto vede.
(..)
La Volontà nel suo aspetto di Padre, concepisce eternamente Sé stessa come Figlio e, per così dire, si  riespande come Spirito Santo.
(..)
Questo rispecchiamento eterno di Dio che osserva se stesso entro se stesso,  può  essere chiamato immaginazione divina. E'
infinita come lo Spirito Trinitario che si osserva  in quello Specchio infinito di Sapienza divina, ma rimane un potere eminentemente passiva rispetto alla Volontà attiva.
(..)
Questa immaginazione interna non è né grande  piccola , non ha inizio né fine, ma è infinita, è il suo potere formativo è senza limiti.
(..)
Dio ,nel suo aspetto di Padre o di Volontà Creativa, è così l'elemento maschile  o attivo nella creazione ,mentre la sapienza divina,  madre, è il principio passivo non possedendo di per se stessa alcuna volontà, ma  agendo interamente secondo la volontà del Padre che è in Lei.
(..)
Egli non potrebbe creare nulla se non possedesse la sapienza per farlo; ma tutta la sapienza nel mondo non crea nulla se non viene resa attiva dalla volontà. La sapienza  sta dinanzi a Dio come uno specchio o superficie riflettente, in cui la Divinità vede la propria immagine e tutte le grandi meraviglie dell'eterno, che non hanno né un inizio, né una fine nel tempo, ma possiedono un inizio e una fine eterni.


UOMO

(..)
in scala minore avviene nel microcosmo dell'uomo ;poiché egli trova se stesso all'interno di sé penetrando nell'illimitato abisso che esiste entro di lui, allora scopre nell'auto consapevolezza della propria umanità quella forza e quel potere, mediante la cui espansione, la sua volontà e il suo pensiero divengono capaci di agire anche attraverso distanze incommensurabili. 
(..)                                                  
Concependo il proprio sé, l'uomo crea uno specchio in cui egli “sente” il proprio sé e quindi diviene autocosciente e comprende la sua esistenza come essere individuale.
(..)
 La  mente di un uomo non è l'uomo stesso, e l'immaginazione dell'uomo è o dovrebbe essere soggetta alla sua volontà;nel contempo un uomo privo di quella capacità di pensare o di immaginare è inconcepibile , e non potrebbe esistere come essere umano. 
(..)
Così, quanto più in profondità abbassiamo noi stessi ed entriamo nel nostro centro ,scavando nel fondamento senza fine della nostra anima, in tale profondità da perdere il senso della nostra personalità, tanto più in alto verremo esaltati nel reame dell'essere divino e universale.
(il mondo magico di Jacob Bohme)
SPECCHIO


SPECCHIO


SPECCHIO



LA LINEA  CHE SEPARA I DUE TRIANGOLI E' IL TEMPO LIMITATO DA DUE PUNTI:

DAL 9 LUNA E DAL 3 SATURNO
L'INIZIO E LA FINE
SONO DUE PORTALI


IL TEMPO DIVIDE I DUE TRIANGOLI
IL TEMPO E' LO SPECCHIO
IL GREMBO DEL TEMPO 
E'
 RACCHIUSO NELLA BOLLA

SPECCHIO



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SPECCHIO

GREMBO DEL TEMPO

domenica 8 novembre 2015

ENNEAGRAMMA





ENNEAGRAMMA

Graficamente, il simbolo si realizza a partire da una circonferenza suddivisa in nove parti uguali che rappresentano la fusione delle leggi del 3 (che si riferisce alle tre forze presenti all’inizio di ogni evento: si pensi alla trimurti indù o alla trinità cristiana; le tre forze possono essere viste come creativa, distruttiva e conservativa, oppure come attiva, ricettiva e conciliativa, o ancora come conservativa, sessuale e sociale, a seconda dell'ambito in cui ci si muove nella vita) e quella del 7, che governa la successiva evoluzione dell’evento nel mondo fisico (legge conservata per esempio nelle ottave della scala musicale), intersecate da linee interne. I punti sono numerati in senso orario da 1 a 9 e all'interno del cerchio è inscritto un triangolo equilatero avente come vertici i punti 3, 6 e 9. L'unione degli altri punti è data invece dalla divisione del numero 1 per il numero 7: si ottiene il numero periodico 0,142857142857.. con serie numeriche che non contengono multipli di 3, e i punti restanti da collegare sono appunto i sei numeri 1-4-2-8-5-7, in questa successione.(....)

Per Gurdjieff questo simbolo rappresentava la fusione della "legge del sette" con la "legge del tre". La prima legge descriverebbe ogni processo in cui un fenomeno integrale (come il raggio bianco della luce) viene convenzionalmente scomposto in sette parti relativamente indipendenti (i sette colori); la seconda indicherebbe come ogni fenomeno, dal più piccolo (atomo) fino al più grande (stelle), sia sempre generato e tenuto in vita da tre forze o parti dette "Positiva" o di affermazione, "Negativa" o di resistenza, e "Neutralizzante" o di conciliazione. In questa prospettiva, l'enneagramma rappresenterebbe ogni processo che si mantiene da solo per auto-rinnovamento, in primis la Vita. Per questo Gurdjieff lo definì "il moto perpetuo e anche la pietra filosofale degli alchimisti. (......)
wikipedia


THOTHME










ThotME

(.....)E di tutti questi, il più grande tra i figli degli uomini era mio padre, Thotme, custode del Grande Tempio, tramite fra i Figli della Luce che dimoravano nel Tempio e la stirpe degli uomini che abitavano le dieci isole. Portavoce, dopo i Tre, dell’Abitante di Unal, parlante ai Re con voce che doveva essere ubbidita. Crebbi là, da bambino alla maturità, essendo iniziato da mio padre agli antichi misteri, fino al tempo in cui crebbe il fuoco della saggezza, che più tardi esplose in una fiamma distruttiva.(......)


Da il libro di THOTH



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Thot---ME



Il principale tempio di Enki è chiamato E-abzu, che significa tempio abzu (anche E-en-gur-a, che significa casa delle acque sotterranee), un tempio di tipo ziggurat circondato dalle paludi dell’Eufrate presso l’antica costa di Eridu nel Golfo Persico. Egli era il custode dei poteri divini chiamati Me, i doni della civilizzazione. La sua immagine è un serpente con una doppia ellisse, o Caduceus, molto simile al Bastone di Asclepio utilizzato come simbolo della medicina. Viene spesso raffigurato con una corona ornata di corna della divinità vestita con la pelle di una carpa. Considerato come il modellatore del mondo, dio della saggezza e di tutta la magia, Enki era caratterizzato come il signore di Abzu (Apsu in Accadico), il mare d'acqua dolce o sotterraneo situato all’interno della Terra.(....) 

Wikipedia-Enki -AttributiT















giovedì 8 ottobre 2015

JACOB BOEHME


https://www.youtube.com/watch?v=MBRavnJizP4&feature=youtu.be





http://margheitabiruschigrandemadre.blogspot.it/2015/10/abisso.html




                                                                                        JACOB BOEHME
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mercoledì 7 ottobre 2015

SOGNO


SOGNO


scale appese sulla parete esterna rivestita con mattoncini, ultimo piano di una casa.
Un bambino di pochi anni, indica gli oggetti appesi, come se fossero giocattoli e mi invita a giocare con lui 

      9/10/2015....................................................................................

Giochiamo

12/10/2015.............................................................................
ORA

O
RA

O
Risultati immagini per cerchio con un punto al centro

RA
Risultati immagini per disco solare


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19/10/2015

AURORA
AURO - RA
AUR - ORA
AUR



Nel Libro dello Splendore, lo “Zohar”, leggiamo che lo “Ain”(Luce) diviene “Ain Soph”(Infinito o Luce Infinita) e ulteriormente “Ain Soph Aur”(Luce Assoluta non Manifesta) per rendere Sé comprensibile a se stesso, che poi per autoconcentrazione (Tzim-Tzum, termine Zoharico) si concentra in un unico Punto centrale e privo di dimensioni: Kether, la Corona, la prima Sephirah dell’Albero della Vita. 
....................
. L’ Ain, quindi è, per noi, il non-essere, è il Nulla, lo Zero Assoluto. 
................
 Questa concezione cabalistica dello “Zero Assoluto” si affianca a quella del Tao cinese “Adombra la vacuità dello spazio.....non ha Padre ; è al di là del concepibile, Superiore al Sommo”. Si affianca a quella dello gnosticismo di Herbert Spencer che parla dell’Ain come dell’ ”Assoluto e dell’ Inconoscibile” e a quella della casta sacerdotale egizia che lo definisce l’ ”Oscurità tre volte grande”. Un altro simbolo della cultura indù per rappresentare questo Zero, fu il serpente Ananta, che racchiude fra le sue spire l’universo e che è raffigurato nell’atto di inghiottire la propria coda, allusione questa alla circolarità spirale e ciclica della natura.

Dobbiamo quindi addestrare la nostra mente a percepire lo stato di puro essere senza attributi o attività anche per quanto riguarda la Sephira Kether. Kether la possiamo immaginare come l’accecante luce bianca, non differenziata nei raggi dal prisma della forma, oppure pensare come l’oscurità dello spazio interstellare, che è nulla, eppure contiene le potenzialità di tutte le cose. Questi sono simboli su cui si può soffermare l’occhio interiore e realizzare così un punto fermo di lavoro. Kether è fondamentalmente diversa dalle altre Sephiroth, essa è il trascendente, l’ineffabile, l’origine di tutte le luci che riempiono le altre Sephirot. Nel corpo umano essa non ha una corrispondente specifica, in quanto lo avvolge tutto.

Il Testo Yetziratico chiama Kether “Intelligenza Occulta” e quindi dai cabalisti è chiamato “L’Occulto dell’Occulto” “L’Altezza imperscrutabile, la Testa che non è. La Corona infatti sta sopra la testa “dell’Uomo Celeste, dell’Adam Cadmon”; l’Essere Puro sta dietro la manifestazione e anzi, la emana. Kether è l’Abisso da cui tutto è sorto e in cui tutto ricadrà alla fine della sua epoca. Kether è la più intensa forma di esistenza anche se noi non la capiamo. Questo concetto di altri modi di esistenza è importante tenerlo a mente perché è la chiave per capire Kether e Kether è la chiave per capire l’Albero della Vita. Come tutti i colori insieme formano un’unica luce bianca così tutti gli attributi, le qualità, le forme e le sostanze messe insieme danno “Un Punto Pieno”. Kether, come già abbiamo detto, è appunto la concentrazione dell’Ain Soph Aur, è il punto determinato dallo TzimTzum da dove è nato il cosmo; è, anche, come la monade che Leibnitz definisce “un centro di energia spirituale, privo di estensione e indivisibile, colmo di vita, di attività e di forza incessante. È il prototipo di ogni realtà spirituale e fisica”. E gli scienziati, come Maxwell e Jeans James, immaginarono questa monade come una particella elettrificata emanante linee di forza per tutto lo spazio.

Lo Zohar spiega che la sorgente o Causa Prima di tutto il creato è Kether (Punto di emanazione) la prima Sephirah;


e che la corrente che ne è emessa è Chokmah, la seconda Sephirah; 




e il Mare, La Grande Madre, Binah, la terza Sephirah;


e infine che le sette Sephiroth rimanenti rappresentano sette canali che si diramano in ogni dove. 



Le Sephiroth, infatti, sono dieci e questo numero è considerato il numero perfetto, che include, senza ripetizioni, tutte le cifre, e che contiene l’essenza totale di ogni numero. Il numero dieci è onnicomprensivo, fuori di esso non esiste altro numero, poiché quanto è oltre il dieci fa ritorno all’unità.



................................http://digilander.libero.it/SacroFuoco/k/7k.htm


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 28/ 10 /2015

AURORA
AURO - RA
AUR - ORA
AUR








Phanes o Fanes, (in greco antico Φανης Phanês, "luce"), chiamato anche Protogonos ("il primo nato") e Erikepaios ("donatore di vita"), era una divinità primigenia della procreazione e dell'origine della vita nella cosmogonia orfica[1].
Emerso agli albori dell'universo dall'uovo cosmico deposto da Chronos (il Tempo) e Ananke (la Necessità), quale principio primo ed unico, era ermafrodito e da esso si generò tutto, o si rigenerò tutto[2][3].
Phanes fu il primo re dell'universo, finché, disinteressato al dominio (perché era già "tutto"), passò lo scettro a sua figlia Nyx (la Notte), che a sua volta lo cedette a Urano[3][1].
Un mito ricorrente è che Zeus dovette inghiottire Phanes per acquisirne il potere cosmico e diventare definitivamente il nuovo re dell'universo, pertanto è talvolta associato a Metis[4].
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(Wikipedia.)



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